Nudaluce

Skin deeper photography portraits.

Bice era nuda.

Aveva fatto scivolare il vestito fino ai piedi; sotto non aveva niente; aveva fatto un passo avanti; no, un passo indietro che era come un avanzare tutta intera nel quadro; stava dritta, alta davanti alla macchina, tranquilla, guardando davanti a sé, come se fosse sola.

Ilaria, 2016 Ilaria, 2016

Ilaria, 2016

Ayuka, 2015 Ayuka, 2015

Ayuka, 2015

Federica, "Maps to the stars", 2016 Federica, "Maps to the stars", 2016

Federica, "Maps to the stars", 2016

Laura, "Quello che il tempo ha aggiunto", 2016 Laura, "Quello che il tempo ha aggiunto", 2016

Laura, "Quello che il tempo ha aggiunto", 2016

Federica, "Maps to the stars", 2016 Federica, "Maps to the stars", 2016

Federica, "Maps to the stars", 2016

Isabelle, 2017 Isabelle, 2017

Isabelle, 2017

Antonino sentì la vista di lei entrargli negli occhi e occupare tutto il campo visivo, sottrarlo al flusso delle immagini casuali e frammentarie, concentrare tempo e spazio in una forma finita. E come se questa sorpresa della vista e l’impressionarsi della lastra fossero due riflessi collegati tra loro, subito premette lo scatto, ricaricò la macchina, scattò, mise un’altra lastra, scattò, continuò a cambiare lastra e scattare, farfugliando, soffocato dal drappo: “Ecco, ora sì, così va bene, ecco, ancora, così ti prendo bene, ancora.”

Roberta, "Quello che il tempo ha aggiunto", 2016 Roberta, "Quello che il tempo ha aggiunto", 2016

Roberta, "Quello che il tempo ha aggiunto", 2016

Nada, 2016 Nada, 2016

Nada, 2016

Carlotta, 2016 Carlotta, 2016

Carlotta, 2016

Non aveva più lastre. Uscì dal drappo. Era contento. Bice era davanti a lui, nuda, come aspettando.

“Adesso puoi coprirti”, disse lui, euforico, ma già con fretta, “usciamo”.

Lei lo guardò smarrita. “Ormai ti ho presa”, disse lui.

Bice scoppiò a piangere.

Italo Calvino, “L'avventura di un fotografo”